MAL DI TESTA

Il mal di testa è forse la sintomatologia più diffusa al mondo. Riusciamo a classificarlo per incidenza, caratteristiche, gravità. Eppure, tutt’oggi mantiene un’eziologia sconosciuta, idiopatica, che mette a dura prova i meccanismi di diagnosi, e conseguentemente, quelli terapeutici.

Esiste il quadro più semplice e comune, rappresentato dalla Cefalea Tensiva, con dolore costrittivo e bilaterale.
Moderata.

L’Emicrania, pulsante e unilaterale

Può accompagnarsi a nausea e vomito, presenza di aura (disturbi visivi e sensoriali). Grave.

La Cefalea a Grappolo, trafittiva e lancinante, unilaterale. Molto grave.

Le Nevralgie Craniche e Facciali, che interessano i Nervi Cranici, come la Nevralgia del Trigemino.

Quadri clinici che possono presentarsi ciclicamente, fino a cronicizzarsi

La diagnosi viene fatta grazie ad anamnesi ed Esame Obiettivo. Le indagini strumentali, purtroppo non sempre supportano il medico e vengono utilizzate prettamente per le Cefalee SecondarieRappresentate da traumi, neoplasie benigne o maligne, ictus, emorragie.

Rispettivamente: Esami del sangue o Rachicentesi (nel caso di meningiti), Tac o Risonanza Magnetica, Elettroencefalogramma.

Con una tale scarsità di supporto diagnostico e una “valanga” di informazioni sintomatologiche, il ruolo dell’Osteopata, diviene fondamentale, non soltanto ai fini del trattamento, ma anche a quelli della diagnosi vera e propria. Si parla infatti di ragionare sulle possibili cause, ed affrontarle in sequenza, monitorando la sintomatologia. Questo permette una Diagnosi Differenziale, che porta per esclusione a circoscrivere il sintomo, diagnosticarne la causa e optare per la terapia più opportuna ed efficace.

Osteopatia

Vediamo come l’Osteopata mette in pratica il suo intervento, premettendo che la ricerca della causa, attraverso il concetto di globalità e autoguarigione, rappresentano i capisaldi dell’Osteopatia. Dove il ruolo dell’arteria, è supremo. Concetto per cui, qualunque tessuto che non riceve apporto sanguigno, è destinato alla malattia.

La globalità spesso è sinonimo di postura, è fortunatamente questo lascia all’Osteopata, innumerevoli possibilità di intervento.

Per semplificare e rendere più “convenzionale”, l’approccio, suddivideremo le terapie in modalità analitica, così da essere facilmente comprensibili anche ai lettori che possono essere medici, infermieri, od altri professionisti sanitari, e soprattutto, di facile comprensione per il diretto interessato, il paziente.

La maggior parte dei mal di testa, derivano dalla tensione dei Muscoli Sottocipitali, Trapezio, e successivi del collo.  Ne deriva un trattamento miotensivo, estendibile fino alla muscolatura cranica, come il Muscolo Temporale.

Tecniche quindi di allungamento muscolare, Recoil, approccio fasciale, biodinamico

Il tutto mirato a diminuire le tensioni.

Trattamento attraverso il Thrust, ovvero la manipolazione di sblocco delle cervicali e dell’articolazione occipito-atlantoidea.
Fondamentale in termini articolari, muscolari e quindi posturali.

Ma ancora più interessante è l’apporto delle tecniche strutturali, sui vasi. Infatti, lo sblocco delle articolazioni citate, permette la pervietà, è quindi il drenaggio diretto, delle arterie e vene vertebrali e cerebellari, fondamentali per diminuire la pressione sanguigna intracranica (Pic); responsabile della maggior parte delle cefalee ed emicranie.

Ulteriore aspetto legato al Thrust, è l’alleggerimento del disco intervertebrale che porta alla decompressione del nervo. Basti pensare a quadri spondilosici, di artrosi quindi della colonna, con spesso annessi osteofiti, o le stesse protrusioni ed ernie discali. L’eliminazione del dolore e del compenso antalgico sono ruoli chiave nella gestione tensionale legata al plesso cervicale ed i nervi cranici.

Ed a supporto dell’Osteopata, è qui che viene utilizzato uno dei trattamenti principe dell’Osteopatia: la cranio-sacrale.

Fondamentale non soltanto in relazione ai seni venosi intracranici, ma, più che mai, sulle meningi (duramadre, aracnoide, piamadre) e la pressione non più sanguigna, ma del liquido cefalo-rachidiano stesso. Basti pensare che spesso un paziente con il mal di testa, percepisce una pressione tale nel cranio che ha la sensazione che gli occhi vengano spinti in fuori dall’interno.

In una sola seduta, e con effetto immediato, il paziente avverte l’alleggerimento della pressione retrobulbare e si schiarisce la sclera dell’occhio (parte bianca che prima appariva arrossata a a causa della pressione capillare). E potremmo continuare, citando la sfera acustica, quella vestibolare, l’articolazione temporo-mandibolare,  e così via.

Un  mondo complesso, quello del mal di testa, che vede l’Osteopatia come una concreta eccellenza, ottenuta con i risultati e il miglior approccio sperimentale dato dalla scientificità della causa-effetto. Facendo del trattamento, soluzione di causa, sintomo e diagnosi.

Aspetto fondamentale nell’approccio multifattoriale e d’equipe, dove, grazie alla selezione diagnostica dell’Osteopata, altri professionisti come il Neurologo, il Gastroenterologo, l’Otorino, l’Odontoiatra, lo Psichiatra, e così via possono focalizzarsi sulle rimanenti cause e sintomatologie, come le intolleranze alimentari, gli stress psico-fisici, gli scompensi ormonali, ecc.

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